Squali e tonnare in Sardegna
Se vuoi trovar gli squali devi andar per tonni, almeno in Sardegna. Sembra essere questa la sintesi di uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica Fisheries Research, che raccoglie i dati relativi alla presenza stagionale di grandi elasmobranchi nelle tonnare dislocate lungo le coste della Sardegna.
Squali bianchi, cetorini, squali volpe, capopiatti e mobule le specie più rappresentate, oltre a qualche carcariniforme, come lo squalo grigio, lo squalo martello e il più raro squalo bronzeo. In tutti i casi si è trattato di catture accidentali (by-catch), avvenute durante la stagione di pesca al tonno svoltasi nell′arco dell′ultimo ventennio presso gli impianti di Carloforte, Calasetta, Portoscuso, Portopaglia, Saline e Capo Testa. La ricerca, guidata dall′esperto di squali Tiziano Storai in collaborazione con lo staff scientifico di Laguna di Nora e un gruppo di studiosi americani, ha permesso di catalogare, per l′attività di pesca intercorsa tra il 1990 e il 2009, 42 eventi di by-catch relativi a 10 specie di pesci cartilaginei appartenenti a 7 diverse famiglie.
Alle segnalazioni "storiche", tutte rigorosamente documentate da materiale fotografico e da notazioni sui registri di pesca confermate dalla letteratura scientifica, si affiancano alcune catture di squali occorse negli ultimi anni, per cui l′attività sul campo di operatori volontari ha permesso di fotografare, misurare e esaminare direttamente gli esemplari catturati.
I dati prodotti costituiscono in realtà solo una minima parte del materiale raccolto in questi anni dai ricercatori. Già dal 2004, infatti, lo stesso Storai, insieme al naturalista Benedetto Cristo, ha creato il Sardinian Large Elasmobranch Database (SLED), un archivio comprendente tutte le segnalazioni documentate (avvistamenti, catture, spiaggiamenti) di grandi squali lungo le coste della Sardegna dal 1800 ai giorni nostri.
I grandi squali pelagici incrociano da sempre lungo le nostre coste, integrati in modo perfetto nell′ecosistema marino di cui sono una componente essenziale. Pur trattandosi, per la maggior parte, di specie protette e a rischio concreto di estinzione, la tradizionale attività di pesca al tonno che da secoli si svolge in Sardegna non rappresenta per essi, secondo quanto emerge dallo studio appena pubblicato su Fisheries Research, una minaccia concreta. Almeno non incide sulla composizione degli stock rispetto al ben più drammatico impatto esercitato da altre tecniche di pesca, che sono praticate su larga scala in tutto il Mediterraneo. Per contro, l′esistenza stessa delle tonnare fisse rappresenta forse una delle poche opportunità che abbiamo nel disporre di osservatori biologici permanenti, da cui trarre informazioni preziose sulla biodiversità, l′ecologia e lo stato di conservazione di questi elusivi predatori dei nostri mari.
Luca Zinzula
 
 


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