Lo zifio di Mare Pintau

A vederlo sembrava un delfino, ma enorme.

Lungo la litoranea per Villasimius, un automobilista aveva notato un'ombra che si stagliava nell'acqua talmente cristallina e color smeraldo da sembrare dipinta, proprio come racconta il nome di quel tratto di mare.

La notizia viaggiò veloce, i telefoni cellulari cominciavano a diffonderla, e alla sala operativa della Capitaneria di Porto di Cagliari la segnalazione del cetaceo spiaggiato fece scattare l'operazione.

Era una femmina adulta di Zifio, lunga più di sei metri e si ostinava a nuotare verso la riva. Con un animale così grande la barella per il trasporto dei delfini era decisamente insufficiente per compiere qualsiasi manovra. Bisognava evitare che stesse nell'acqua troppo bassa e che quel gran corpo si arenasse definitivamente.

I suoi movimenti erano lenti, la potente coda quasi immobile, eppure la sua forza in acqua era tale da trascinare cocciutamente verso la riva anche noi, che eravamo in sei. Fu necessario resistere fino all'arrivo della motovedetta della Guardia Costiera che ci vedeva, come in un balletto, compiere orbite circolari tra la riva e la bocca dell'insenatura. Imbragammo l'animale e lo trainammo. Su quella costa il mare sprofonda rapidamente, in pochi minuti di lenta navigazione verso sud l'ecocascandaglio della motovedetta segnalava novanta metri.

Sciogliemmo l'imbragatura per il trasporto dello zifio e sperammo che quel blu profondo, sotto di noi, non ci tradisse. Doveva richiamarlo.

Fu un istante vedere sparire nel mare quella grande pinna.

 

Il delfino di Bosa Marina

Una femmina di Delphinus delphi spiaggiata a Bosa Marina (Or). È stata ritrovata, alle 10.30, viva, con leggere abrasioni sul lato destro del corpo, sull'apice arrotondato del rostro e sulla pinna caudale per il contatto con la sabbia al momento dello spiaggiamento.

Bellissima, lunga quasi 2 metri, pesava circa 100 chili.

Era molto debole, con battito cardiaco a 75 pulsazioni al minuto, la durata dell'apnea irregolare, da un minimo di 12 a un massimo di 20 secondi.

È arrivata al Centro recupero con l'elicottero dei Carabinieri l'8 settembre 1994.

Pur sapendo che mantenerla in vita sarebbe stato molto difficile si sono iniziate subito le cure, prelievo di sangue e terapia:

- rocefin antibiotico 1 gr ½ una volta al giorno

- supradin complesso vitaminico 3 confetti al giorno

- thiola disintossicante 1 fiala (5 ml) al mattino e una alla sera

- glutestere bicomplesso 1 capsula due volte al giorno

Nonostante le cure è morta due giorni dopo, alle 18.05.

 

Il delfino comune del Mediterraneo è in pericolo!

L'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) lo ha inserito nella Lista Rossa degli animali minacciati.

Può nuotare a grande velocità, circa 35 nodi (65 km/h), senza sforzi eccessivi, e compiere notevoli acrobazie aeree, ama giocare sull'onda di prua delle imbarcazioni ma è molto timido in immersione e non si fa avvicinare facilmente.

Era la specie di delfino più comune nel Mediterraneo, fino a 30-40 anni fa, oggi è rarissimo, quasi assente nei dati degli spiaggiamenti e viene avvistato ormai di rado.

Le cause? Degrado degli habitat, indebolimento del sistema immunitario, danni alla riproduzione dovuti alla contaminazione da sostanze chimiche prodotte dall'uomo, mortalità incidentale nelle reti da pesca, ridotta disponibilità di cibo causata dalla pesca eccessiva.


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